04. Uno Stile Per Domarli Tutti

 


Online, purtroppo, si trovano spesso e volentieri discussioni stupide su argomenti così banali che l'unica reazione possibile è invidiare coloro che hanno talmente tanto tempo da perdere da potersi permettere di insistere col fare l'avvocato del diavolo con tesi che basterebbero pochi minuti di studio per confutarle.

La discussione a cui andai più frequentemente incontro durante i miei primi, impacciati, approcci al mondo del fumetto fu il sempreverde “fumetto occidentale vs manga”. Avevo già letto qualche manga, con risultati altalenanti, ma già allora reputavo esagerato chi saliva sul piedistallo per affermare con così tanta vanità che il fumetto orientale fosse superiore a quello occidentale (come se Monster Musume, ad esempio, fosse un'opera in tutto e per tutto uguale a Claymore, semplicemente perché gli autori sono entrambi giapponesi) ma, non avendo allora abbastanza conoscenze in materia per mantenere una conversazione con questi soggetti che andasse oltre il «Non diciamo sciocchezze!» preferii allontanarmi e, comicamente, finii con l'esagerare dalla parte opposta, finendo come quel crociato che comincia a sparare quando si parla di anime.

Sono rimasto in quella posizione per molto tempo e solo recentemente, grazie all'insistenza e alla pazienza di carissimi amici, ho letto qualcosa, sia in termini di fumetto che saggistica in merito.

“Trova le Differenze”

Questa premessa un po' biografica è dovuta per far notare un dettaglio molto importante: nella definizione estremamente generica che viene data al termine “manga” si possono notare dozzine di generi diversi e un'infinità di stili rappresentativi diversi, nonostante lo stereotipo che vede il disegno di questa categoria di fumetti come con proporzioni anatomiche fuori dal normale, teste e occhi enormi con bocca e naso a malapena accennati.

Notata questa differenza, una domanda può sorgere spontanea: lo stile di disegno può andar bene per qualunque storia? È possibile rappresentare un horror con i personaggi di Hanna&Barbera o una commedia con il Batman di Jim Lee?

La risposta è... . Ma non è affatto facile: un paragone calzante è come voler scalare una parete rocciosa con l'attrezzatura o facendo free climbing.

Nell'immaginario comune certi stili artistici sono più o meno idealizzati per determinati generi, ad esempio è facile immaginare una storia dal carattere comico con disegni molti semplificati e colorati come My Little Pony, ma basta fare un breve giro online per vedere come questo non ha mai impedito agli autori, sia del fumetto che della serie regolare, nell'esplorare atmosfere dai toni più tesi o spaventosi.




Allo stesso modo, nonostante la propensione alle scene d'azione del genere supereroistico, il numero di titoli di stampo più umoristico si perde; Harley Quinn e Deadpool sono certamente i titoli più conosciuti oggi.



Un'ultima nota: nonostante quello che ti spiegherò più tardi, è anche vero che certi stili di disegno sembrano fatti apposta per certi tipi di storie, come il tratto grottesco usato nelle storie di Sandman.

Il grottesco dei mostri rappresentati qui li rende più innaturali rispetto a una rappresentazione più fedele ai canoni della realtà.

Visto tutto questo, potresti chiederti “Ma perché un disegno comico, con un nome simile, potrebbe funzionare anche per una storia horror?

La risposta è che, indipendentemente dallo stile dell'autore, le atmosfere caratteristiche del genere influenzeranno sempre la resa del disegno finale.

A uno sguardo più superficiale un certo disegno può diminuirne l'efficacia rispetto ad altri (può fare più impressione un Batman dai forti toni scuri, la muscolatura estremizzata e lo sguardo minaccioso, rispetto alle forme più morbide e colorate di una serie animata) ma un occhio più navigato saprà apprezzare le tecniche utilizzate dall'autore per compensare questo distacco dovuto dal luogo comune perché con un solo tratto sappia offrire più generi di storie, o addirittura sfruttare questo luogo comune per aumentare l'efficacia di determinate situazioni.

Degli esempi pratici che si possono usare sono le tinte più scure e le inquadrature più ravvicinate per aumentare l'aura di minaccia che incombe sui personaggi nelle storie dal carattere più spaventoso, oppure al contrario inquadrare le scene con colori più accesi quando si tratta di situazioni più piacevoli. Restando sul fumetto orientale, un esempio di utilizzo di queste “alchimie” è Made In Abyss, dove personaggi meno che adolescenti sono raffigurati con linee morbide e chiare (o, più semplicemente, adorabili) ma mentre la storia avanza e la minaccia si fa sempre maggiore (stiamo parlando pur sempre di un Seinen, un genere per adulti) le vignette saranno colorate con toni sempre più scuri e gli antagonisti saranno invece resi dai tratti sempre più spigolosi e dettagliati rispetto ai personaggi principali. L'abilità dell'autore, Akihito Tsukushi, in questo ha generato numerosi meme ironici.